06 dicembre, 2007

Banalità?

Per tre giorni di fila ho dovuto alzarmi molto presto, andare in stazione di corsa, prendere un treno fatiscente e andare a Milano. Ho ripreso per un istante le piccole abitudini che avevo da studentessa universitaria, principalmente osservare la gente e guardare le finestre illuminate delle case, durante il viaggio di ritorno, quand'era già buio. Mi sono resa conto che c'è pochissima gente che sorride, in giro.
Quello che ho notato maggiormente sul volto delle persone è la stanchezza. Poi la fatica, l'insoddisfazione, a volte la tristezza. Pochissimi sorrisi, davvero rari. Soltanto chi si riabbraccia in stazione, si corre incontro, oppure si sorride da lontano, avvicinandosi a passi lenti e sorridendo sempre di più, sempre di più...
Ma queste scene sono minuscole isole, nel mare di stanchezza e di tristezza in cui ho navigato negli ultimi tre giorni. Chissà quali problemi affliggono le persone, quali guai portano via l'allegria, quali situzioni portano gli occhi a spegnersi.
Io ho la tendenza ad essere ottimista, cerco sempre il lato positivo di ogni situzione, inseguo un buon motivo per essere allegra ogni mattina. E generalmente lo trovo, a volte con fatica, a volte senza alcuno sforzo.
Guardare la gente mi fa pensare a cosa c'è di davvero così cruciale da togliere la luce ad uno sguardo...
E banalizzando al massimo, penso sia la più semplice delle cose, la più normale e naturale: che le persone che amiamo stiano bene e ci stiano vicino.
Alla faccia della banalità...

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